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La diciannovesima edizione del Global gender gap report 2025, pubblicata dal World Economic Forum (WEF) a giugno, è un documento che le cooperative sociali non possono ignorare.

Se a livello globale il progresso verso la parità è lento – si stima che occorrano ancora 123 anni per colmare completamente il divario – i dati specifici sull'Italia, in particolare nell'ambito economico, rappresentano un vero e proprio allarme sociale.

A livello mondiale, il divario complessivo di genere è stato colmato solo per il 68,8%, con lievi miglioramenti che confermano la disomogeneità dei progressi: mentre i settori Istruzione e Salute sono vicini alla parità, le vere sfide rimangono l'Empowerment Politico, la Partecipazione Economica e le Opportunità.


Italia 2025: Il Crollo nella Partecipazione Economica

L'Italia si posiziona all'85° posto su 148 Paesi nell'indice generale (in lieve risalita dall'87° del 2024), ma è l'analisi dei singoli pilastri a destare la maggiore preoccupazione, in particolare nella dimensione economica, dove il nostro Paese è uno dei peggiori in Europa:

Indicatore

Posizione Globale (su 148 Paesi)

Stato del Divario

Classifica Generale

85°

Lieve miglioramento complessivo, ma distante dalla media UE.

Partecipazione Economica e Opportunità

117° (Crollata da 111° nel 2024)

Punto di maggiore criticità in assoluto.

Tasso di Partecipazione alla Forza Lavoro

99°

Le donne partecipano molto meno al mercato del lavoro.

Equità Salariale per Lavori di Pari Valore

114°

Lento il progresso nel contrasto al gender pay gap.

Donne in Posizioni Dirigenziali e Manageriali

94°

Solo il 38,8% dei ruoli dirigenziali è occupato da donne.



Il 117° posto nella Partecipazione Economica e Opportunità è un dato che deve scuotere il sistema-Paese. Esso evidenzia come le donne, pur eccellendo nel campo dell'Istruzione (l'Italia è al 51° posto, con un divario quasi chiuso), non riescono a tradurre il loro capitale umano in pari opportunità di carriera e retribuzione. Fenomeni come le interruzioni di carriera legate alla maternità e il "soffitto di cristallo" (glass ceiling) continuano a limitare la crescita femminile.


Il Ruolo Etico e Strategico delle Cooperative Sociali

Le cooperative sociali, per la loro natura mutualistica e di impresa orientata al benessere collettivo, sono il luogo ideale per neutralizzare i dati allarmanti del Report 2025:

1. Guidare la Parità Economica

Nelle nostre organizzazioni, il principio di "pari lavoro, pari retribuzione" è una realtà verificabile e trasparente. Così come la scarsa presenza femminile ai vertici è un dato che ci preoccupa solo marginalmente, le cooperative sociali vantano un’ampia presenza femminile ai vertici delle organizzazioni.

2. Strumenti di Conciliazione e Welfare

Come cooperative sociali abbiamo una tradizionale vocazione al welfare per affrontare il tema delle interruzioni di carriera femminile. Abbiamo da sempre investito in:

  • flessibilità lavorativa e modelli di smart working che non penalizzino la progressione di carriera.

  • servizi di conciliazione vita-lavoro quando possibili accessibili e di supporto (es. centri estivi convenzionati, supporto allo studio).

3. La Certificazione UNI/PdR 125:2022 come Istituzione di Sistema

La Certificazione UNI/PdR 125:2022 sulla Parità di Genere non è solo un adempimento, ma l'ossatura metodologica per rispondere ai dati del Global Gender Gap Report. Essa permette di:

  • Misurare i KPI (Key Performance Indicator) su retribuzione, opportunità di crescita e gestione delle carriere.

  • Rendere trasparente il nostro impegno, acquisendo punteggi aggiuntivi nelle gare pubbliche e rafforzando la nostra credibilità etica e sociale.

In conclusione, il Global Gender Gap Report 2025 non è solo una classifica, ma uno specchio impietoso sulle fragilità del sistema-Italia. Le cooperative sociali hanno il dovere e l'opportunità di dimostrare che la nostra impresa non è solo sostenibile economicamente, ma anche pienamente inclusiva, trasformando i dati negativi in un catalizzatore per un futuro di vera parità.

Comitato guida per la parità di genere